CoVal

Conservazione e valorizzazione di razze avicole lombarde

Programma regionale di ricerca in campo agricolo 2010-2012


1.Analisi del comparto avicolo


In Italia, il comparto avicolo rappresenta il 22% della produzione lorda vendibile dell’intero comparto zootecnico e l’8% dell’intero comparto agricolo; il fatturato equivale a 5,32 miliardi di euro, suddivisi in 3,84 miliardi per le carni e 1,48 miliardi per le uova da consumo. Il comparto avicolo rappresenta quindi un importante comparto zootecnico, diventato nel corso degli anni completamente autonomo, altamente specializzato e autosufficiente dall’estero. L’attività produttiva è principalmente concentrata in 3 regioni italiane: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, mentre i consumi sono distribuiti uniformemente in tutta Italia. Nel 2009, il settore carne è arrivato ad allevare 460 milioni di capi e a produrre circa 1.197.000 tonnellate di prodotto, il settore uova ha prodotto 13 miliardi e 84 milioni di pezzi. In Lombardia in particolare, ogni anno si allevano circa 37 milioni di capi e si macellano circa 53 milioni di capi avicoli da carne.

Queste produzioni sono il risultato di una felice combinazione fra intensa selezione genetica e rigoroso controllo ambientale. L’avicoltura moderna ha eliminato completamente dal comparto produttivo le razze delle specie avicole domestiche, passando in brevissimo tempo da allevamento rurale ad allevamento intensivo senza terra.

Secondo le statistiche dell’Unione Nazionale Avicoltura, la produzione nazionale di carne avicola è quasi totalmente di tipo intensivo (93% dei capi) e l’organizzazione della filiera di produzione è principalmente ad integrazione verticale; solo una minima parte della produzione (7%) è di tipo alternativo e deriva dalla filiera avicola rurale.

Un’indagine condotta da Sommi e Pignatelli nel 2001 ha evidenziato che la produzione avicola alternativa in Italia è invece più consistente, rappresentando in totale il 16% della produzione nazionale. Tuttavia, anche questa produzione è basata sull’utilizzo di tipi genetici, non razze autoctone, che spesso sono allevati in modo simile all’ibrido selezionato e commercializzati come polli ruspanti (controsessi e colorati).


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